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Serie A: Inter - Lecce 4-1, riassunto e video
Giovedì 22 Dicembre 2011 16:28

Milito goal Lecce

Serie A: Inter - Lecce 4-1, riassunto e video. Finisce 4-1 al San Siro: l'Inter travolge in rimonta il Lecce e chiude in bellezza il 2011. I nerazzurri giocano una grande parrtita, si divertono, fanno divertire, vincono e soprattutto convincono. E' la gara che cala il sipario su un 2011 di alti e bassi, ma soprattutto una delle prove più convincenti, se non la più convincente, della gestione Ranieri.

La partita inizia e fra le soprese in campo troviamo Alvarez al posto di Coutinho e soprattutto Diego Forlan, anche lui dal 1', preferito a Milito. La gara inizia, ma dopo poco San Siro cade nel terrore: il giovane Muriel prende palla e semina il panico nell'area dell'Inter e porta in vantaggio gli ospiti pugliesi con un gran goal. E' 0-1.

L'Inter però non rimane a guardare, è subito forte il contrattacco, di certo non supportato dalla buona sorte perchè a breve succederà qualcosa di inaudito nell'area del Lecce.

Allora Forlan, prende palla, fa due passi, arriva al limite e col sinistro lascia partire un gran tiro che incontra il palo esterno. Primo boato del pubblico interista. Ma non finisce qui, perchè dopo pochi minuti Maicon trova con un bel cross la testa di Pazzini: l'attaccante stacca alla perfezione ma becca in pieno la traversa, ancora un legno per l'Inter.

Un'Inter però vivacissima, punizione dalla destra, gran cross, su tutti salta Samuel che colpisce di testa, finalmente pareggio ?! No! Ancora un palo per una bella ma sfortunata Inter, i tifosi rumoreggiano dalla disperazione. Allora dopo poco  Pazzini, dal fondo, riesce a recuperare un gran pallone e lo scodella in mezzo dove c'è Forlan: l'attaccante a colpo sicuro trova prima la schiena di Oddo, deviazione che sembra favorevole all'Inter perchè il pallone cambia traettoria e scende in porta, ma prima di entrare in goal trova ancora la traversa: ecco il quarto palo in dieci minuti. 

I nerazzurri però, di cuore, non si arrendono e allora ancora Maicon si rende protagonista in fase offensiva: cross sul primo palo dove trova la zampata vincente di Gianpaolo Pazzini che pareggia i conti. L'Inter trova finalmente il goal dell'1-1, l'attaccante è al secondo goal consecutivo in casa dopo un lungo digiuno. Il ritmo cala fino al 45', quando l'arbitro fischia la fine della prima frazione.

Inizia il secondo tempo e Ranieri inserisce Milito al posto di Forlan. Quest'ultimo probabilmente ancora impossibilitato nel tenere per novanta minuti.

Passano i primi minuti, l'Inter palleggia a centrocampo senza essere particolarmente pericolosa, la palla arriva fra i piedi di Alvarez che vede un varco dalla traquarti, lo tramuta in un corrido perfetto per arrivare ai piedi di Milito, l'attaccante non sbaglia e finalmente si sblocca, segnando il goal del vantaggio interista, 2-1 al San Siro.

Successivamente l'Inter tiene il controllo della gara ma soffre le ripartenze del Lecce, dove Julio Cesar si rende ancora una volta protagonista. 
Basta aspettare pochi minuti e sulla sinistra si sveglia Nagatomo, il giapponesino è imprendibile nelle sue percussioni laterali e dopo aver saltato Cuadrado va sul fondo e serve un assist comodo per Cambiasso che indirizza in rete il goal del 3-1. Il Lecce non c'è più.

Dopo qualche minuto Alvarez riscontra alcuni problemi muscolari ma è costretto a rimanere sul terreno di gioco "zoppicante" poichè Ranieri ha esaurito le sostituzioni. Apparente sfortuna per l'Inter che è praticamente in dieci uomini, che però si trasforma in fortuna poco dopo, quando Nagatomo irrompe ancora sulla sinistra e dopo una bella serpentina serve un assist al bacio proprio per il giovane argentino che scarica in rete con il sinistro. E' chapeau del giapponese, ma grandi meriti anche ad Alvarez, puntuale e caparbio nonostante gli evidenti problemi fisici.

L'incubo dei primi dieci minuti si trasforma in una partita positivissima ed esaltante per gli uomini di Ranieri, finisce 4-1 al "Meazza". E' una prova che dà coraggio e segni di assoluta ripresa dell'Inter, una goleada che dimostra il momento di forma della squadra ma soprattuto la compattezza e la mentalità del gruppo, capace di trasformare uno svantaggio in un vero e proprio trionfo.

Paolo Mormile.

 

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