| Fiorentina, il 2011 in due parole: diluvio Viola |
| Venerdì 30 Dicembre 2011 11:58 |
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Fiorentina, il 2011 in due parole: diluvio Viola (nessun pianto, solo FUTURO rosa o nero?) Da dove cominciare? Chiamatela come volete, pietra filosofale, sfera di cristallo, ricetta per uscire dall’oblio e quant’altro. Chi vi scrive pensa solo e semplicemente che la parola debba necessariamente essere solo quella di Andrea Della Valle. La ricetta migliore per ripartire, azzerando tutto è una bella conferenza stampa del patron viola per spiegare ai tifosi (ma io aggiungo anche a tutti gli amanti del calcio, increduli di fronte al baratro nel quale sta precipitando la società e la squadra). Non si può più pensare alla Fiorentina con questo retrogusto amaro, figlio di due anni fallimentari, di campagne acquisti incomprensibili, di errori clamorosi, di decine di milioni di euro buttati via. Intanto è chiaro che bisogna salvare la pelle il prima possibile, cioè salvarsi, poi bisogna riazzerare tutto, i giocatori, ma anche la gestione tecnica della società. Bisogna restituire al popolo viola un po' di entusiasmo, un briciolo d'orgoglio e per farlo non vanno mandati in trincea i generali, ma deve parlare il comandante. Va ritrovato un minimo di dialogo tra i tifosi e la Fiorentina in senso lato. La tensione sta salendo alle stelle e magari stiamo pure esagerando, ma proprio per questo c'è bisogno di un intervento deciso e risoluto di chi ha più da perdere in soldi e prestigio in un eventuale deterioramento dell'attuale già critica situazione. Focus sul mercato incombente: rivoluzione o ridimensionamento totale? Nessuna rivoluzione tecnico tattica al mercato di gennaio, sia per problemi economici sia per alternative valide disponibili, confermando la fiducia sull’attuale rosa che fino a oggi ha dato e reso meno delle aspettative. Questo il senso del discorso che la Fiorentina ha fatto emergere, a iniziare dal presidente Cognigni, solo pochi giorni fa, prima di Natale. Ufficialmente il mercato aprirà il prossimo 3 gennaio ma all’orizzonte quello che si presenta per i viola sembra essere qualcosa più di una rivoluzione. Alberto Gilardino (in questo momento a Pavia per le visite mediche per conto del Genoa) non ha iniziato bene la stagione, due soli gol realizzati, ma nonostante tutto adesso le quotazioni di una sua partenza da Firenze (il suo contratto scade a giugno 2013) sono schizzate alle stelle. D’altra parte anche questo è il calcio. Il problema, invece, resterà irrisolto se più che cambiare il centravanti, uno come Gilardino (può piacere o meno ma i numeri dicono che vive per fare i gol) non viene risolto il problema del centrocampo e dei rifornimenti agli attaccanti. Dietro l’ormai certa cessione del bomber biellese sembra esserci più la necessità di fare mercato con i giocatori ‘che hanno mercato’ (anche per via degli alti ingaggi) per rientrare, diminuire, lo sbilancio economico del club, che per questioni tattiche. Non è un caso che gli altri club abbiano messo nel mirino giocatori come Cerci e Vargas, mentre Montolivo andrà via a giugno a parametro zero e che la Fiorentina sia disposta a parlare con tutti e a valutare qualsiasi offerta. I prossimi giorni ci diranno come si svilupperà il mercato della Fiorentina ma le premesse per una rivoluzione ci sono tutte. La speranza e che i giocatori che saranno ceduti siano sostituiti da alternative migliori di quelli attuali,altrimenti la rivoluzione rischia di essere dannosa per il futuro della Fiorentina. Qui di seguito elencati i giocatori ceduti negli ultimi due anni: Frey-Dainelli-Mutu-Gilardino-Donadel-Santana-Kuzmanovic. Non voglio aggiungere altro in questa sede, sottolineando come il malumore a tratti quasi la rassegnazione, la stia ormai facendo da padrona all’interno del mondo viola. Federico Nicolo’ Simonetti |









